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Le compravendite? Con nuove aliquote

Imposte in calo anche sulla II casa acquistata da un privato

Salvo i soliti cambiamenti dell’ultima ora, gli italiani armati di calcolatrice stanno valutando tutte le opportunità delle modifiche da poco decise nel pianeta casa.
Prima casa dall’impresa
Come abbiamo visto nella puntata precedente, dal prossimo 1° gennaio, nell’ipotesi di acquisto di un appartamento con le agevolazioni prima casa da un privato, le imposte dovrebbero scendere significativamente grazie alla contemporanea riduzione dell’imposta di registro dal 3% al 2% e delle imposte ipotecaria e catastale da 168 euro ciascuna a soli 50 euro cadauna. Abbiamo inoltre sottolineato come d’altro canto l’imposta di registro si verserà, in base alle percentuali sopra indicate, con un importo minimo di 1000 euro (il che dovrebbe creare aggravi solo per i piccoli acquisti) e della semplificazione apportata al concetto di casa non di lusso, che è una delle condizioni per godere delle agevolazioni prima casa, e che andrà soddisfatta verificando semplicemente la categoria catastale invece dei complessi requisiti della legge “Tupini”. Rinfrescataci un po’ la memoria, passiamo brevemente in rassegna cosa succede se l’acquisto con agevolazioni prima casa viene effettuato direttamente da un’impresa che applichi l’Iva. Già oggi anche l’acquisto dall’impresa con i benefici prima casa risulta particolarmente conveniente. Se si ha diritto alle agevolazioni, infatti, l’aliquota Iva è ridotta al 4% e si pagano le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa di 168 euro ciascuna. Dal 1° gennaio le cose non dovrebbero cambiare di molto: l’aliquota iva infatti resterà del 4% mentre le imposte di registro, ipotecaria e catastale aumenteranno a 200 euro ciascuna, con un modesto incremento se si rapporta ai valori economici in gioco.
Seconda casa
Non sempre però si rientra nelle molte condizioni necessarie ad avere diritto alle agevolazioni prima casa. A volte anche una piccola quota di proprietà può negare di fatto il bonus e le imposte sono molto più pesanti. Ma cosa dovrebbe succedere esattamente dal prossimo anno? Cominciamo a considerare l’acquisto di una seconda casa da un privato. Con le regole attualmente in vigore, le imposte da corrispondere al fisco sull’acquisto sono l’imposta di registro del 7%, l’imposta ipotecaria del 2% e quella catastale dell’1%, per un totale (7+2+1) del 10%. Con le nuove regole invece le cose dovrebbero migliorare: l’imposta di registro aumenterà al 9% ma le imposte ipotecaria e catastale si pagheranno in misura fissa per un importo di 50 euro ciascuna. Impresa
Anche la seconda casa naturalmente può essere comprata da un’impresa, magari da un costruttore che pratichi prezzi particolarmente convenienti, oppure da una società immobiliare che compra e vende immobili al pubblico. In questo caso se l’impresa applica l’iva occorre fare i conti anche con questo tributo. Oggi l’iva si applica con aliquota ordinaria del 10% (tranne il caso di immobili di lusso) e le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura di 168 euro ciascuna. Da gennaio 2014 le cose dovrebbero rimanere sostanzialmente analoghe: l’Iva, che è il tributo più caro per l’acquirente, resterà identica mentre le imposte di registro, ipotecaria e catastale saliranno a 200 euro ciascuna, con un incremento totale perciò piuttosto contenuto, sempre considerando l’intero ammontare da girare nelle casse bisognose del fisco.

fonte: Il Messaggero