Comprare E Vendere Casa, Quali Imposte Si Pagano?

  • 5 mesi ago

Quando si compra casa, le imposte da versare costituiscono spesso un punto interrogativo per l’acquirente meno attento che, spesso per la prima volta, si trova dinanzi a balzelli fiscali di cui non comprende bene la natura e l’entità.

Proprio per questo motivo oggi abbiamo voluto dedicare un breve approfondimento a questo tema, indicando in maniera chiara, diretta e schematica, quali siano le tasse da pagare per comprare o vendere casa. Scopriamole insieme!

Imposte da versare per comprare casa

Quando si acquista una casa, le imposte da versare cambiano a seconda del fatto che colui che vende l’immobile sia un’impresa costruttrice o un privato. In alcuni casi il calcolo delle imposte avverrà in maniera proporzionale al prezzo di vendita o al valore catastale, mentre in altri casi avverrà in misura fissa.

In sintesi:

  • se il venditore è un privato o un’impresa per vendite che sono esenti da IVA, il compratore pagherà l’imposta di registro pari al 9% sul valore catastale, e l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale in misura fissa pari a 50 euro ciascuna;
  • se il venditore è un’impresa, la cui vendita è soggetta a IVA, il compratore pagherà l’IVA nella misura percentuale del 10% sul prezzo di acquisto (22% se l’immobile è di lusso), oltre a imposta di registro, ipotecaria e catastale nella misura di 200 euro ciascuna.

Per quanto poi attiene la base imponibile su cui calcolare le imposte, se non sussistono problemi per quanto concerne l’IVA (il riferimento è il prezzo di acquisto), qualche perplessità in più potrebbe sorgere per l’imposta di registro, a valere sul valore catastale.

Calcolare tale valore non è però difficile: sarà sufficiente moltiplicare la rendita catastale (rivalutata del 5%), per un coefficiente pari a 120 per i fabbricati (non prima casa) che appartengono ai gruppi catastali A e C (escluse le categorie A/10 e C/1) e 110 per la prima casa e le relative pertinenze.

Le agevolazioni per la prima casa

Ciò predetto, c’è qualche buona notizia per chi si sta avvicinando all’acquisto della prima casa. Le agevolazioni previste dal legislatore fiscale consentono infatti di pagare le imposte in misura ridotta, sia che si tratti di acquisti soggetti a IVA, sia che si tratti di imposta di registro.

Anche in questo caso, per brevità:

  • se il venditore è un privato o un’impresa per vendite che sono esenti da IVA, il compratore pagherà l’imposta di registro pari al 2% sul valore catastale, e l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale in misura fissa pari a 50 euro ciascuna;
  • se il venditore è un’impresa, la cui vendita è soggetta a IVA, il compratore pagherà l’IVA nella misura percentuale del 4% sul prezzo di acquisto, oltre a imposta di registro, ipotecaria e catastale nella misura di 200 euro ciascuna.

Imposte da versare per vendere casa

Le cose sono evidentemente diverse nell’ipotesi in cui si debba vendere casa. In questa ipotesi, infatti, la vendita dell’immobile potrebbe generare una plusvalenza, ovvero una differenza positiva tra quanto si sta incassando per la vendita, e il prezzo di acquisto originario (o il costo di costruzione dello stesso immobile).

La plusvalenza è tassata in due modi:

  • trattandosi di reddito diverso, può essere inclusa nella dichiarazione dei redditi annuali, essendo così tassata con le ordinarie aliquote Irpef (in altre parole, la tassazione si somma agli altri redditi percepiti nell’anno);
  • in alternativa alla tassazione ordinaria, il contribuente può scegliere di sottoporre la plusvalenza ad un’imposta sostitutiva pari al 26%. Tale scelta – che di norma è quella più conveniente – deve essere annotata dal notaio sull’atto di vendita.

Ricordiamo infine che la plusvalenza è tassata solamente se deriva da una cessione a titolo oneroso di un immobile acquistato o costruito da non più di cinque anni.

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