Intestare La Casa Ai Figli, Cosa Sapere Prima Di Concludere L’operazione

  • 10 mesi ago

Intestare la casa ai figli è un’operazione piuttosto diffusa. Che la leva sia fiscale o di effettivo interesse per il proprio figlio, una cosa è certa: prima di concludere questa operazione è sicuramente opportuno avvicinarsi a questa transazione con la dovuta consapevolezza.

Di seguito, abbiamo riassunto alcuni spunti che dovresti conoscere prima di approcciare a questa transazione.

I vantaggi fiscali di intestare casa al figlio

Dal punto di vista meramente fiscale, intestare la casa al proprio figlio ha un significativo vantaggio fiscale. Il figlio pagherà infatti imposte in misura fortemente ridotta, considerato che verserà l’Iva al 4% invece che al 10% se compra dal costruttore, o l’imposta di registro al 2% invece che al 9% se compra da privato. Inoltre, le imposte catastali e ipotecarie verranno versate in misura fissa pari a 50 euro se compra da privato, o 200 euro se compra da costruttore, e non più in modo percentuale.

Nel caso in cui il figlio comprasse casa mediante un mutuo, potrà altresì portare in detrazione gli interessi passivi sul mutuo.

Evidentemente, per ottenere questi benefici è necessario che il figlio non abbia altre abitazioni intestate e/o già acquistate con la medesima agevolazione fiscale, e risieda nel Comune dove si trova la casa a lui intestata, o si impegni a trasferire qui la residenza entro 18 mesi dal rogito. Nel caso in cui il figlio non dovesse andare a vivere in tale abitazione, facendola diventare la sua dimora abituale e principale, pagherà Imu e Tasi come se fosse la seconda casa.

Intestare la casa al figlio minorenne

L’intestazione della casa potrebbe avvenire anche nei confronti del figlio minorenne. In questo caso, però, i genitori conserveranno la titolarità dell’usufrutto legale sul bene, fino alla maggiore età del figlio o alla sua emancipazione.

Si tenga conto che l’usufrutto legale è destinato ad assicurare gli interessi dei figli (ad esempio, ad avere una buona istruzione). Ne deriva che gli eventuali proventi del bene, e l’immobile stesso, non potranno che essere destinati a vantaggio del nucleo familiare e, in particolar modo, degli interessi della prole intestataria dell’immobile.

Quanto sopra ci permette di arrivare ad un’ulteriore valutazione: nel caso in cui i genitori volessero vendere l’immobile intestato precedentemente al figlio minorenne, dovranno domandare l’autorizzazione al giudice tutelare, il quale potrebbe anche negarla nel caso in cui si dovesse rendere conto che l’operazione è contraria agli interessi del figlio.

E una volta raggiunta la maggiore età? In questo caso, evidentemente, il figlio potrà avere la piena disponibilità del bene. E, dunque, potrebbe anche scegliere di “sfrattare” i genitori. Per evitare questo rischio ai genitori non rimane altro da fare che effettuare una donazione con riserva di usufrutto: nel rogito viene espressamente stabilito che il genitore potrà vivere, vita natural durante, all’interno dell’immobile. Solamente alla sua morte il figlio potrà liberamente disporre del bene come desidera.

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